mercoledì 19 luglio 2017

LE ELEZIONI SI AVVICINANO E IL TERRORE DA NON RIELEZIONE SERPEGGIA IN PARLAMENTO : UNO SPETTACOLO !

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Con buona pace dei presidenti della Repubblica, passati e attuali, dei premier stranieri, dei mercati, dei giornaloni e degli esperti di varia razza e tipo, tra pochi mesi l'Italia sarà in piena campagna elettorale e a febbraio-marzo si voterà, a meno di un colpo di stato che francamente non si vede alle porte.
Per tenere in piedi questa legislatura non è bastato il porcellum, col suo premio di maggioranza monstre (e infatti poi dichiarato incostituzionale) che ha consentito al PD, con solo il 25% dei voti (arrivati al 30 con gli alleati), di avere quasi la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei deputati, perché al Senato le cose erano andate diversamente. Non è bastato nemmeno il tradimento dei ministri berlusconiani, Alfano, Lupi, Lorenzin, col contorno di Quagliarello e Cicchitto, che pure di rimanere nelle loro poltrone hanno girato le spalle all'uomo cui dovevano tutto il loro "successo" politico. Ci sono voluti di volta in volta i transfughi di altri partiti ancora, come Migliore (cognome difficile da portare bene, e infatti il nostro non ci riesce) da Sel, vari prezzolati del Movimento 5 Stelle, per non parlare, in coda, di Verdini e la sua pattuglia di buoi.  Oltre 300 sono stati i parlamentari che hanno cambiato casacca, oltre un terzo dell'intero parlamento, e alcuni di loro hanno traslocato più volte... Uno spettacolo osceno mai visto, da far riflettere sull'attualità e la giustezza dell'articolo 67 della costituzione che esclude il vincolo di mandato per questi giuda che manco i calciatori d'estate.
In questi mesi qualche nodo verrà al pettine, e io, che intanto già ho messo lo champagne in fresco per quando Grasso e Boldrini libereranno gli scranni di Senato e Camera (Bersani, tutto quello che ti è successo e succede, te lo meriti solo per averceli messi lassù !) , già mi diverto all'affannarsi starnazzante di peones, ma anche no, terrorizzati dal non essere rieletti.
Al prossimo giro salteranno in tanti, e ho buone speranze che tra questi ci saranno gente come la Bindi, che va a raggiungere la Turco e la Melandri, ma anche tutto il plotone dei traditori di centro destra, sopra nominati. Per non parlare di Verdini e Co., che veramente sarebbe un trionfo.
Attendo con fiducia, ma intanto già vederli sudare, e non solo per la calda estate, è uno spettacolo.

La vorticosa (e interessata) corsa finale al seggio

Le cronache parlano di riposizionamenti parlamentari dell’ultima ora, di cambi di casacca last minute. Non movimenti disordinati e insensati, ma sempre improntati a un saldo spirito pratico

 
  
La legislatura è agli sgoccioli oramai. E le cronache parlano di riposizionamenti parlamentari dell’ultima ora, di cambi di casacca last minute. Ben un quarto dei deputati e senatori eletti nel 2013 ha infoltito in questi quattro anni il vasto e variegato esercito dei transfughi in transumanza permanente, una decina di profughi politici al mese. Non movimenti disordinati e insensati, ma sempre improntati a un saldo spirito pratico.
La direzione di marcia dei transfughi parlamentari è infatti come un termometro, ma invece della temperatura segnala la percezione diffusa, molto importante per i politici, di chi vince e di chi perde, di chi è il potente di turno e di chi ha invece imboccato la strada del declino.
E infatti ora è il turno di Berlusconi, vissuto dai cespugli «centristi» come il porto della salvezza per la prossima stagione parlamentare: abbandonato quando sembrava inesorabilmente fuori gioco, di nuovo apprezzato e accarezzato adesso che sembra fortissimo, addirittura un possibile vincitore, sia pur alla sua veneranda età.

Il ministro degli Affari Regionali Costa sente come un potente richiamo il ritorno agli ideali di Forza Italia, da lui precedentemente abbandonati per incarichi importanti nei governi a guida Pd. Il nostro Tommaso Labate, dopo aver descritto le processioni alla volta di Villa Certosa di parlamentari ansiosi, ha descritto la resipiscenza di tanti centristi che dopo aver affiancato Angelino Alfano oggi subiscono nuovamente il fascino del centrodestra berlusconiano.
L’abilità della transumanza parlamentare, nobilitata dalla mancanza di vincolo di mandato sancita dalla nostra Costituzione, è del resto anche una questione di tempi. Denis Verdini, per dire, è stato un transfuga troppo precoce e oggi non sembra più nelle grazie né di chi lo aveva chiamato a sé, Renzi, né di chi era stato abbandonato, Berlusconi.
I transfughi last minute invece si avvicinano con maggiore baldanza alla scadenza delle candidature. Renzi non sembra in forma smagliante, Berlusconi sì: questo dice il termometro della transumanza. Che poi non è una questione di dirittura personale da ristabilire per arginare transumanze così golose. Ma di forza del sistema politico e delle strutture, in primis i partiti organizzati, che danno stabilità, ai governi ma anche ai destini dei singoli.
Oggi si parla molto di «ritorni» alla Prima Repubblica. Ma la Prima Repubblica non conosceva le transumanze dei parlamentari in perenne anabasi: ulteriore dimostrazione della distorta lettura oggi molto in voga di quei decenni di vita repubblicana, incredibilmente bollati come «instabili». E anche in parte della Seconda Repubblica i «ribaltoni» davano comunque un senso politico ai movimenti dei parlamentari irrequieti e pronti a scavalcare la barriera degli schieramenti.
Oggi invece ognuno va per conto suo, in un vortice di andate e ritorni e di giri di giostra di cui non si coglie più il senso politico, e dove, se si preferisce, la convenienza personale non è più riconducibile a un disegno.
La certezza di non dover faticare con il consenso degli elettori per essere eletti, poi, ingigantisce a dismisura la sindrome del nominato che si traduce in accentuate forme di dipendenza nei confronti di chi nomina e decide il destino di futuri parlamentari che non hanno più da trafficare collegi e insediamenti elettorali: causa non unica ma decisiva del complessivo decadimento della classe politica italiana di cui tutto si può dire, ma non che manchi di senso del tempismo. Last minute.

GRAMELLINI : ALFREDO MERCATANTE, ITALIANO COMPLETO

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Tutto molto italico, e quindi non sorprendente. Ci saranno quelli che s'indigneranno, che è la professione più diffusa nella penisola, e anche la più insopportabile.
Io faccio fatica a capire come sia possibile che un paese come il nostro, con un senso civico pressoché inesistente, come del resto quello identitario e di appartenenza ad una nazione, conti così tanti moralisti da bar o, visto che siamo in estate, da bordo piscina - riva mare.
La storia di Alfredo Mercatante non è un'eccezione, è la regola, e bene dice Gramellini quando scrive che questo signore è "un italiano completo. Furbo e moralista, intransigente sui massimi sistemi e accomodante su quelli minimi quando coincidono con i suoi comodi".
Noi siamo così, in percentuali diverse. Però alcuni, consapevoli, non puntano troppo il dito, riflettendo che magari sì, quella cosa non l'avrebbero fatta, non sarebbero stati così svergognati, ma però ricordano altre circostanze in cui gli affarucci propri...
Il fatto poi che Mercatante sia uno di sinistra, noto dalle sue parti per l'impegno civile oratorio, non fa che rendere il cerchio perfetto.
Sono naturalmente d'accordo col suo difensore : gli arresti domiciliari sono un'esagerazione. Mercatante è bene , visto che l'hanno pizzicato (del resto l'impudente senso di impunità a volte a questo porta) , che sia punito, e con lui il suo amico dottore compiacente. Però che c'entra la misura cautelare ? Basta sospenderlo dalla scuola, in attesa di sanzioni più severe, promuovere un patteggiamento e condannarlo al risarcimento dei danni per l'aspetto erariale.
Non è un mostro, è un italiano completo.




Il caffè


Colpa d’Alfredo

Mercoledì 19 luglio 2017
  
Alfredo Mercatante, avvocato di grido in Calabria e insegnante di ruolo in Lombardia, non è solo l’ennesimo furbetto che lavora a tempo pieno nel privato e intanto percepisce uno stipendio pubblico, sottratto a un altro più disponibile di lui. È anche un ex sindaco di sinistra, presidente e sostenitore di associazioni antimafia. È insomma un italiano completo. Furbo e moralista, intransigente sui massimi sistemi e accomodante su quelli minimi quando coincidono con i suoi comodi. Uno di quei cavalieri dell’ideale che si sentono a tal punto dalla parte giusta da non rendersi neanche conto di fare la cosa sbagliata.
Per cinque anni questo campione della legalità ha continuato a esercitare la professione forense in giro per i tribunali, mentre ogni mattina le scolaresche di Codogno e Lodi aspettavano di vederlo in cattedra per la lezione di diritto. L’avvocato era purtroppo impossibilitato a raggiungerli da una serie di disavventure: il padre gravemente malato e una rara, interminabile forma di lombosciatalgia, che un amico medico gli riscontrava di continuo, senza trovare cura più efficace del riposo assoluto a cui l’avvocato si rassegnava controvoglia, limitandosi a esercitarlo nel suo studio legale. A scuola si presentava solo alle feste comandate, per garantirsi la copertura burocratica di una truffa che a lui, ed è questo il punto centrale di tutta la faccenda, non sarà sembrata tale. Se si potesse calare una sonda nella sua coscienza a due strati, si farebbero scoperte interessanti. O forse non si troverebbe niente.

venerdì 14 luglio 2017

LA JUVE NON RIESCE A TENERE I SUOI : IN VISTA UN ANNO SABBATICO

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Io me lo ricordo Bonucci quando arrivò dalla Juve, giovane promessa costosa, che si credeva di essere il Beckembauer del 21 secolo.  Quanti disastri e quanti gol presi per la sua pretesa di uscire palla al piede e testa alta, sempre alla ricerca del lancio di 40/60 metri.
Fu fortunato, la Juventus, società e tecnici, ebbero pazienza con lui, aspettarono che maturasse, e questo è avvenuto. Forse merito anche della bravura e del carattere dei compagni di reparto, gente come Buffon, Barzagli (due campioni del mondo) e Chiellini (non braco tecnicamente del compagno, ma più forte fisicamente e difensivamente), se la presunzione guascona di Bonucci è stata per lungo tempo correttamente gestita.
L'ultimo anno no. Forse inebriato da un'estate dove in Inghilterra erano disposti a fare follie per lui, Bonucci ha pensato veramente di essere il difensore più forte del pianeta in circolazione.
Di qui ai vaffa in mondovisione all'allenatore che non si sbriga a fare un cambio da lui suggerito, con tanto di provvedimento punitivo esemplare (escluso dalla pur decisiva partita di Champions contro il Porto)  e alle poche commendevoli cronache dell'intervallo di Cardiff (dove Bonucci avrebbe male apostrofato Dybala, troppo "timido" e chiesto la sostituzione di Barzagli, tra l'altro un amico storico di reparto) non c'è voluto poi molto.
E' stato quindi facile profetizzare per il Camerlengo che stavolta il giocatore, che pure aveva rinnovato il contratto con congruo aumento di stipendio, stavolta non avrebbe resistito al canto delle sirene (anzi, le avrebbe cercate...). Lo pensavo di lui, come di Dani Alves, chiaramente non in linea con il calcio di Allegri e italico in generale, di Alex Sandro, di Mandzukic, di Kedira...Vedrete che anche questi andranno via prima della fine dell'estate (il brasiliano sicuro, gli altri due a secondo delle offerte, anche e soprattutto dalla Cina, dove hanno coperto d'oro uno come Pellé, figuriamoci dei campioni veri, nemmeno troppo avanti con gli anni !).
Il problema dunque non è Bonucci, che tanto alla storia delle bandiere chi ci crede più ? Totti è stato il penultimo die Mohicani, e l'ultimo è Buffon, che resterà unico nella storia, con la decisione di seguire la Juventus in B da campione del mondo, all'apice della sua forma e carriera.
Semmai di Bonucci colpisce la scelta di andare al Milan. Certo, poteva fare peggio - Inter o Roma - però sarebbe stato meglio per tutti che fosse andato all'estero. O non era vero che Chelsea e Manchester erano pronte con assegni di oltre 50 milioni ?
Nell'articolo che segue, comparso su La Stampa, il Milan viene descritto, con la faraonica campagna acquisti in atto (e si parla addirittura di Belotti, il bomber azzurro in forza al Toro), come una pretendente legittima allo scudetto, nonostante le pessime stagioni degli ultimi anni. Io qualche dubbio ce l'ho, che assemblare una squadra intera non sarà facile, ma certamente è pensabile che i rossoneri potranno far bene.
Obiettivamente, non credo che Bonucci saprà rinverdire i fasti di un reparto centrale che ai tempi d'oro ha visto in quella posizione gente come Baresi, Nesta eThiago Silva. Però Leo è sicuramente forte e di personalità, e lui con il giovane Romagnoli saranno una coppia di centrali molto valida.
Quanto a noi, magari Mr. Allegri è contento, che si è tolto dalla scatole uno che poteva anche attaccarlo al muro, e probabilmente gli arriverà in dono il fido De Sciglio.
I gusti del tecnico bianconero sono opinabili : a Pirlo preferiva Boateng, pare che straveda per centrocampisti alti e grossi come Nzonzi, e pazienza se hanno i piedi maleducati, e il soldatino De Sciglio magari gli piace di più di un pluri decorato di Champions come Dani Alves...
Al di là di questo, registro due cose negative in questa estate calda di calcio mercato :
1) è confermato che la juve NON riesce a tenere i suoi campioni. L'elenco ormai è lungo : Vidal, Pirlo, Pogba, Bonucci, Dani Alves e vedrete che la lista si allungherà
2) i cinesi del Milan, dopo le tante sofferenze nell'acquisto, non stanno badando a spese, e vedremo se anche quelli dell'Inter si metteranno sullo stesso piano. A quel punto anche in Italia la Juve avrà una "potenza di fuoco", vale a dire un potere sul mercato, inferiore rispetto alle rivali, come già accade in Europa , dove questa è la regola, stando noi dietro, sempre, alle spagnole, alle inglesi (i due Manchester e il Chelsea) e al Bayern (ci metterei anche il PSG).
Questo non significa per forza non poter vincere, ma certo è molto difficile.
Per questo io l'anno scorso ci tenevo particolarmente al sesto scudetto consecutivo e sono contentissimo che sia stato raggiunto un record storico che ben difficilmente potrà essere superato.
Quest'anno francamente penso che non vinceremo, nulla, e dopo un filotto del genere (sei scudetti, col contorno di tre coppe Italia) ci sta. Cerchiamo allora di sfruttare il fatto che comunque la qualificazione in Champions sarà più agevole (quattro posti) e cerchiamo di inserire i giovani forti che diciamo di avere : Rugani, Piaja - quando recupererà -, Orsolini, Scick.
Per lo scudetto, vedo bene il Napoli, dietro Milan e Inter, con però l'incognita della campagna acquisti e dell'amalgama di tanti nuovi innesti. Forse, e scrivendolo faccio gli scongiuri, anche per la Roma sarà un anno di transizione, e questo mi rasserena non poco.
Insomma, prevedo un anno di domeniche dove i risultati di calcio non mi occuperanno più di tanto. Un po' di sabbatico ci sta
  

Bonucci al Milan, colpo da scudetto

Questa mattina il bianconero nella sede torinese. Nel pomeriggio in Casa Milan per i dettagli. Rossoneri senza freni: spesi 180 milioni e si candida come rivale per il titolo Ma non è finita: nuova maxiofferta per Belotti
ANSA
Leonardo Bonucci
 
Se per vincere un campionato serve chi lo scudetto l’ha già conquistato, allora il Milan ha scelto la garanzia massima per tentare il clamoroso ribaltone con un vero e proprio «colpo gobbo». Leonardo Bonucci di tricolori ne ha collezionati sei di fila con la Juve (più uno con l’Inter, a tavolino nel 2005/2006) e la sua decisione di lasciare i bianconeri per vestire il rossonero non ha solo sconvolto il mercato, ma può cambiare gli equilibri in Italia come avvenne con il clamoroso passaggio di Pippo Inzaghi dalla Juve al Milan nel 2001. Il nuovo Milan ha sparato fuochi d’artificio senza sosta, ha rinnovato il contratto con il proprio simbolo (Donnarumma) e ora si toglie lo sfizio di prelevare uno dei migliori giocatori dai campioni d’Italia. I misteriosi proprietari cinesi avevano promesso un mercato rivoluzionario e spettacolare per rilanciare la squadra di Montella e tornare nell’élite attraverso la Champions: la promessa è stata mantenuta, ma colpo dopo colpo ora può candidarsi allo scudetto. E Bonucci è più di una ciliegiona su una torta dove manca solo il grande attaccante.




De Sciglio verso Torino
L’affare dell’estate è entrato subito nel vivo dopo la decisione di Bonucci di lasciare la Juve al termine di sette stagioni esaltanti e 319 partite da leader. Il suo procuratore, Lucci, ieri a Milano ha fatto la spola tra bianconeri e rossoneri per trovare un accordo: la trattativa è proseguita senza sosta nella notte e balla intorno ai 40 milioni di euro. Oggi si può ufficializzare, poi le due società si confronteranno sul terzino De Sciglio, che non rinnoverà con il Milan e vuole andare da Allegri. La trattativa è stata scollegata da quella di Bonucci, che ieri si è allenato a Vinovo (anche alla presenza di Agnelli). Ora aspetta il via libera, mentre i rossoneri partono per la tournée in Cina e vogliono presentarsi con un gran trofeo di caccia.

Gallo, 60 mln più giocatori
Trasformare gli incubi in sogni è già costato 180 milioni al Milan, ma lo shopping non è ancora finito nonostante siano già state concluse nove operazioni d’alto livello. Dopo aver blindato Donnarumma e ingaggiato il regista argentino Biglia dalla Lazio (accordo trovato ieri sera: 17 milioni più 3 di bonus), ora il Milan della coppia Mirabelli&Fassone ha deciso di portare via da Torino due pezzi pregiatissimi della Nazionale. Non solo Bonucci, ma anche Andrea Belotti. In attesa di capire che cosa accadrà con Kalinic, che ieri ha lasciato il ritiro della Fiorentina per motivi famigliari, e soprattutto con Aubameyang (oggi chiude il mercato in Cina), i rossoneri hanno rilanciato per l’attaccante del Toro. Sul piatto c’è un contratto a salire da 3,5 milioni netti più bonus al giocatore e 55-60 milioni più Niang e Paletta per il cartellino del Gallo. Per la gioia di Lorenzo, il figlio di Bonucci, che magari potrà tifare per il papà e per il suo idolo uniti dalla stessa maglia.